
E’ in edicola il nuovo numero di “trentadue”, il primo del 2009
E’ interamente dedicato alla Strage di Bardine San Terenzo oggetto di una recente polemica che tendeva a presentarla come dovuta alla responsabilità dei partigiani che avrebbero avuto il torto di fare i partigiani, cioè di attaccare il nemico.
Sommario
Memorie divise
anche a Bardine
Polemiche e valutazioni del dopoguerra che sembravano superate, tornano di moda oggi.
L’uso pubblico della pseudostoria di pseudoscoop scandalistici, punta a creare nuovamente, come tra il ‘45 e il ‘60, un clima di delegittimzione e condanna della Resistenza madre della nostra Repubblica e della nostra democrazia, per giustificare la modifica in senso autoritario, della Costituzione, nell’agenda politica del governo
M. P.
I testimoni
Strage di San Terenzo
Molte insinuazioni
nessun fatto
Una certezza: si vuole infangare, per scopi politici,
la Resistenza
Parla uno che c’era
Giorgio Mori
La narrazione dello scontro
Giorgio Mori
Quando la belva ha sete di sangue...*
Spietata caccia e massacro di uomini, donne, bambini
Impiccagioni in massa con filo di ferro
I superstiti fuggono terrorizzati nei boschi *
Padre Lino Corrado Delle Piane
Da Sant’Anna a Bardine
Ecco perché io partigiano
sparavo e fuggivo
Il vento è cambiato: il rispetto e la riconoscenza per chi ha messo a rischio la sua vita per la libertà di tutti, hanno lasciato il campo alla diffamazione e alla ostilità
La disinvoltura e le analisi, le insinuazioni diffamatorie e il ricorso ai pettegolezzi storici e ai “si dice” hanno lo scopo di scrediatare la lotta di Liberazione e le radici democratiche e antifasciste della nostra Repubblica e della Carta Costituzionale e a rivalutare nazisti, fascisti e combattenti saloini al servizio dei nazisti.
di Giorgio Bocca
Gli alleati smentiscono l’attendismo
Valutazioni
Il sensazionalismo, grimaldello del revisionismo
Risposta ai partigiani dell’ANPI
Roberto Oligeri pres.Comitato vittime Civili di San Terenzo Monti
Contro i luoghi comuni
Alessandro Conti
Bardine e Valla
Al di là
dei si dice
Un giudizio storico meditato e spassionato che fa piazza pulita di pettegolezzi pseudostorici, insinuazioni calunniose, scoop in ritardo di decenni attraverso una rigorosa rassegna dei più recenti studi apparsi sulla vicenda
Massimo Michelucci
Intervista a Ferdinando de Leoni Presidente onorario nazionale Anpi
Una domanda che aleggia
Perché si ripresenta il disprezzo per la vita, che la resistenza ha combattuto nel fascismo? E cosa è necessario oggi per affrontarlo e scofiggerlo? Siamo immersi in un nuovo fascismo
Marianna de Leoni