martedì 27 novembre 2007

I SAVOIA CHIEDONO I DANNI E GAETA RISPONDE




Dopo i lunghi anni dell’esilio e la grande trattativa per rientrare in Italia i Savoia sembravano pronti a riconquistare la fiducia del popolo italiano tramite il dialogo e la cooperazione, senza colpi di teatro o atti intimidatori. Invece non è stato così. Anzi forse covando in seno un odio smisurato verso il popolo che li ha esiliati hanno pensato bene di uscire allo scoperto con una richiesta scioccante, quella del risarcimento per gli anni trascorsi con la forza fuori dal nostro paese.



In molti hanno pensato ad uno scherzo, in molti auspicavano in un dietrofront della casa reale, ma così non è stato, anzi i Savoia hanno fatto anche la loro precisa richiesta di risarcimento in denaro che vorrebbero ottenere al più presto dal Governo italiano.
Sono 260 milioni di euro di spese, a tanto ammonterebbe la richiesta dei reali per essere stati cacciati ingiustamente dall’Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando ci avevano lasciato in mano a Mussolini e ai tedeschi e si erano rifugiati a Brindisi, sorvegliati dagli americani.
Una bella cifra non c’è che dire, ma siamo certi che il Governo non scenderà a patti con i Savoia. Però Vittorio Emanuele e Emanuele Filiberto non potevano sospettare che ad andare contro la loro scelta ci fossero anche dei rappresentanti della casa reale.
Infatti Maria Gabriella e Maria Beatrice, sorelle di Vittorio Emanuele e figlie del Re esiliato Umberto II, si tirano fuori da questa battaglia intrapresa dalla propria famiglia e così commentano il gesto del fratello e del nipote: "Come componenti della Casa reale di Savoia teniamo a significare che non aderiamo in alcun modo alla richiesta di danni avanzata contro l'Italia da nostro fratello e da suo figlio, Emanuele Filiberto. Nostro padre, il re Umberto II, è morto dopo un interminabile e sofferto esilio avendo sempre cara l'immagine della patria lontana. Italia innanzitutto fu il punto di riferimento di ogni suo pensiero". Chiaro quindi l’intento di non schierarsi al fianco dei familiari in questa crociata contro l’amato popolo italiano anche per non disonorare la memoria di Umberto II.
Poi continuano affermando, nella lettera letta a “Porta a Porta” che ormai i due, padre e figlio, perseguono un strada a senso unico senza alcuna possibilità di riuscita e soprattutto non possono contare sull’aiuto dei familiari che sono contrari a questa battaglia.
Di contro il Re e suo figlio dicono che quei soldi sarebbero usati con scopi di beneficenza e non perché servano realmente. Emanuele Filiberto sembra quello più interessato al risarcimento, anche perché a lui spetterebbero ben 90 dei 260 milioni di euro richiesti.
Il futuro Re si giustifica così: "Per 30 anni sono stato privato del diritto di vivere come un italiano libero. Non ho potuto godere la mia patria o servirla". Il nostro Governo è pronto invece a fare una contro richiesta di danni ai Savoia per aver abbandonato il paese nel momento di bisogno.






GAETA CHIEDE I DANNI AI SAVOIA: 500 MILIONI
«Faremo un consiglio comunale a metà dicembre per intentare una causa ai Savoia e vogliamo denunciare alla Corte dell'Aia l'invasione infame, senza alcuna dichiarazione di guerra, del 1860-61 che causò 1 milione di morti e 25 milioni di emigranti. Vogliamo che Vittorio Emanuele II sia condannato per crimini di guerra». A dichiararlo è l'assessore al Demanio del Comune di Gaeta Antonio Ciano.«Stiamo raccogliendo gli atti dell'archivio comunale storico - spiega l'assessore - dove sono descritte le sofferenze di questa città e i danni subiti dall'invasione delle truppe piemontesi. Gaeta fu rasa al suolo, completamente saccheggiata dalle truppe, con danni ingenti che nessuno ha pagato».E, in merito all'ammontare dei danni, Ciano spiega che «si arriverebbe intorno ai 500 milioni di euro», annunciando che «cancelleremo tutte le strade intitolate ai Savoia. Vogliamo riprenderci la nostra identità repubblicana. I savoia hanno esautorato le ricchezze del Sud, portandole al Nord - continua l'assessore - Il Mezzogiorno era ricchissimo: su 668 milioni di lire, che facevano parte del tesoro italiano, 443 appartenevano al Regno delle Due Sicilie, mentre il Piemonte era indebitatissimo. Tutti debiti che abbiamo pagato noi del Sud. Gaeta sarà capofila di questa battaglia, noi siamo repubblicani, la nostra patria è nata il 2 giugno del 1946».

3 commenti:

elkappe ha detto...

+ Gaetano Bresci per tutti!

Anonimo ha detto...

mintsiChe vergogna questi napoletani...non sanno a chi chiedere i soldi. Pure ignoranti sono..semmai i soldi di risarcimento dovevano chiederli allo Stato italiano non al "regno dei Savoia" che tra l'altro non è mai esistito...semmai c'è stato il Regno d'Italia, regno costituzionale dove il Re esercitava funzioni di capo dello stato con prerogative sull'esecutivo e il senato del Regno.
Stiamo diventando un paese proprio arretrato....assessori con la terza media...

Romeo Lettini ha detto...

Anonimo hai fatto bene a non mettere il tuo nome, perché molti meridionali potrebbero sputarvi addosso. Il Regno Savoiardo è esistito eccome, ed è nato il 17 Marzo 1861. Se conoscessi la Storia -non solo quella dei vincitori, ma anche quella dei vinti- saresti a conoscenza del fatto che:
-la bandiera tricolore aveva al centro lo stemma savoiardo;
-lo Statuto Albertino (in vigore nel Piemonte) venne applicato su TUTTA l' "Italia".
E poi ci tengo a porti una domanda: secondo te, perché fu proprio la dinastia dei Savoia a diventare quella monarchica? Di certo il popolo duosiciliano non chiese di cambiare dinastia, dal momento che stavano benissimo coi Borbone: pagavano poche tasse, avevano la leva militare volontaria, godevano di una delle più prospere industrie dell'epoche, quella di Morgiano, e del tesoro che si trovava a Napoli. Tutto ciò mutò con l'occupazione piemontese: le tasse aumentarono esponenzialmente, la leva divenne obbligatoria, le industrie fallirono tutte o vennero spostate al Nord, assieme al tesoro, che se ne andò a Torino per tentare di pagare i vostri debiti (non solo quelli che già avevate, ma anche quelli che si erano aggiunti pagando gli inglesi che vi fornirono le armi e che vi fecero entrare nel Regno Borbonico, grazie anche alla mafia). Tutto ciò condito con stragi e assedi: Pontelandolfo, Casalduni, Fenestrelle, Gaeta. Queste stragi non me le sono inventate, e ci sono siti internet e documenti che lo testimoniano.
Voglio concludere, però, dandoti ragione (anche se in parte) per quanto concerne il tuo ultimo commento: <>. Ebbene, è vero che lo siamo, ma perché lo siamo sempre stati, dal primo momento in cui siamo nati, perché un Paese nato in seguito ad una conquista, la conquista del Sud reso COLONIA, non può avanzare perché troppo impegnato a succhiare soldi (quindi, come vedi, non siamo noi del Sud a chiedere soldi, ma siete voi a RUBARCELI, noi al massimo chiediamo di farceli restituire). E continueremo ad essere arretrati fino a quando anzitutto le finanze non saranno messe a posto, ma soprattutto fin quando non si dirà la verità, non si metterà in luce tutti gli avvenimenti del Risorgimento che portarono al Regno d'Italia.