giovedì 6 dicembre 2007

Zingari Razzismo e la destra apuana...

parole che si commentano da sole ....

Riporto dal sito di Lazzari:

BENEDETTI DALLA PULCE (trasmissione televisiva )ALLO SVEGLIARINO (rivista locale) I NOMADI SONO ANORMALI.

«Riconfermo quello che ho dettoRitengo che i bambini nomadi siano bambini che vivono una vita anormale – precisa infine –. È un dato di fatto che abbiano uno stile di vita che non è normale rispetto ai nostri figli e ai nostri bambini che si lavano, che vanno a scuola, che non vengono sfruttati dai genitori» – prosegue il consigliere –, il termine è quello giusto, parlo di bambini anormali». Lo stupore serpeggia in studio! .

8 commenti:

diogneto ha detto...

gli dedico quelli che benpensano:
http://it.youtube.com/watch?v=ivpS48MuAGY

VERGOGNATI!

firenze giallazzurra ha detto...

mammamia che tristezza...vabb...cmq sventolino puzza...

marco ha detto...

Carlesi, ma il ricorso al commovente filmato sui campi di sterminio, argomento con il quale è inevitabile ottenere un minimo di consenso dai lettori, serve come presupposto per capire qualcosa di più dei rom? o è solo un'arma da sfoderare contro il nemico nero vestito?
Cercare lo scontro con l'avversario politico significa solamente portare in primo piano una eterna e inconcludente lotta ideologica, a discapito del contenuto concreto di un problema attuale. In questo modo il duello tra destra e sinistra eclissa il problema vero, cioè l'integrazione delle culture nomadi nella nostra società.

Come dicevamo quella sera a cena, e mi pare fossimo entrambi d'accordo, è chiaro che ai nomadi non gliene frega un cazzo di lavorare, perchè il concetto di lavoro del nomade è profondamente diverso da quello che la nostra cultura ha elaborato e sul quale ha costruito la propria idea di collettività e appartenenza. Quella sera tu dicesti, in sintesi, che siccome la nostra società è più evoluta, tocca a noi scendere a patti e trovare un compromesso con i più deboli, e mi facesti anche l'esempio ammirevole di quel sindaco di An. Allora forse è in questi termini che il problema andava posto.
La demagogia xenofoba di tanta destra italiana, non solo apuana, ha riscosso tanto successo perchè fa leva sul sentire attuale della gente e sul loro presente stato di paura e insicurezza, di certo manipolato e creato ad arte dai media, ma comunque attuale e reale. Rispondere a questa potente demagogia con la storia dei campi di sterminio non può davvero essere efficace. E' una storia lontana dai cuori della gente e soprattutto è una storia che richiede una preparazione culturale che troppi giovani oggi ignorano, ed è naturale che per loro sia più facile aderire al "boia chi molla", così come è più facile imparare saluto romano.

Vorrei lasciar perdere lo scontro con la destra e proporre un'altra prospettiva, rifacendomi al tuo esempio del sindaco di An.

I nomadi, così come tutti i disadattati e i non-integrati, vivono degli "scarti" materiali e culturali di questa società, mentre all'interno delle mura di essa, il problema degli scarti sta diventando sempre più urgente e ingombrante. E' qui, forse, sta il nodo che potrebbe unire due culture e due mondi profondamente diversi. Ciò che per noi è uno scarto per altri si trasforma in risorsa, così come accade in natura e nel regno animale. Ciò che per noi non ha più valore per altri è un valore. Il VALORE non è da intendere in un senso strattamente legato all'economia dei capitali e delle risore, ma deve essere esteso anche all'"economia della cultura". Mi rendo conto che dovrei precisare molte, troppe cose per non restare così astratto, ma questo non è il luogo adatto. Se vuoi Kappè, o chiunque altro, se ne riparla in altra sede...

elkappe ha detto...

Caro Marco come sempre da quando ci conosciamo non hai capito un cazzo. va be ma questo si sapeva , il problema è che mi metti in bocca cose che non ho mai detto e non penso.
io quando paragono gruppi organizzato non parlo mai in termini di superiorità-inferiorità, maggior o minor evoluzione.
La nostra società stanziale è più numerosa e più ricca, è quella che detiene i vari poteri e conseguentemente ha maggiori responsabilità. Inoltre ha anche la presunzione di poter decidere per i nomadi stessi, legiferando sopra alla vita di queste persone senza interrogarle, e in questo senso si assume anche l'onere di risolvere il problema dato dalla diversa visione del mondo.

altra parola che rifiuto in toto è integrazione, che per me è l'anticamera dell'assimilazione ovvero della distruzione di una cultura in favore di un altra.
Io pèarlo di convivenza e per ottenerla è necessario un dialogo, diritti e doveri, il contrario di ciò che stanno facendo le amministrazioni di centro Sx che pongono solo doveri caplestando diritti.
Certamente il disagio delle società stanziali di fronte a quelle nomadi si fonda sia sulla mendace campgna stampa ma anche su un fondamento reale di disagio economico determinato in gran parte dall'avvento della società indusriale organizzata, a cui con difficoltà si può adattare una cultura nomade che basava i propio sostentamento su artigianato ed intrattenimento.
Oggi l'intrattenimento è fatto con grandi capitali e nuove forme di comunicazione, l'artigianato è sparito, è rimasto solo il commercio di metalli, ma ovviamente il margine è basso e nel disagio è facile cadere in tentazione.
E' vero la comprensione non basta a risolvere il problema ,ma è la premessa necessaria per il dialogo.

diogneto ha detto...

scusate la curiosità,a chi è il lorenzo di cui avete parlato negli altri blog? grazie diogneto

marco ha detto...

Ma dio cane Carlesi sei tu che parti prevenuto nei miei confronti! Ho forse parlato di superiorità o inferiorità?
Ho detto che la nostra è "una società più evoluta" rispetto alla comunità dei nomadi, e non mi sembra che il mio concetto sia così lontano da quella che tu dici essere appunto "la società più numerosa, più ricca e quindi maggiormente responsabile".Il mio infelice "scendere a patti" vuole avere un significato analogo al tuo " assumersi le responsabilità". Ora non cagarmi il cazzo, perfavore!
E poi la critica che tu rivolgi all' integrazione cela come presupposto l'idea che ci sia un'ideantità, la nostra, che ne assorbe e ne distrugge un'altra senza esserne modificata. Questa è l'idea malata di identità che critico e che cerco inutilmente di farti capire da tempo! E' questo che intendo con "identità guerriere", e quindi in questo caso sei tu a mettermi in bocca concetti che non intendo esprimere. L'integrazione di un elemento all'interno di quella che può essere definita una categoria, ridefinisce la natura della categoria stessa; quindi se il termine integrazione ti sdegna, parlerò di "con-fusione" di identità culturali, che appunto si fondono insieme. La tua con-vivenza, ti assicuro, si legittima su dei confini arbitrari e soprattutto su un concetto di identità insostenibile in questa era...

A parte le precisazioni sintattiche e lessicali, il mio intervento voleva:
1) sottolineare che riguardo al problema della convivenza/integrazione è fuorviante tirare fuori la storia dei campi di sterminio per strappare una lacrima e far vedere ancora una volta quanto sono cattivi i fascisti.
2) mettere in luce che alla radice del razzismo c'è un'idea malata di identità, incapace di pensare l'opposto e il diverso se non in funzione dell'identità stessa
3)cercare di capire su quali nodi potrebbe essere più facile impostare un'idea di convivenza/integrazione
4)prendere in esame la metamorfosi che trasforma ciò che per noi è scarto in un valore economico per altri, e cercare di capire quali trasformazioni può determinare a livello dei valori culturali.

marco ha detto...

diogneto credo che lorenzo sia l'alter ego di papa ràzzinghe...

Anonimo ha detto...

segnalo che in una lettera al Tirreno di oggi , di proprietari di cani che si lamentano dell ordinanza del sindaco( multe a chi porta cani senza guinzaglio), gli zingari vengono definiti ladri e paragonabili appunto ai cani..

ale maggiani